Supereroi, quali eroi?

Come molti ragazzi sono cresciuto coi fumetti e cartoni animati dei SuperEroi Marvel e proprio settimana scorsa mi stavo guardando il telefilm di DareDevil.
Vi dico questo perché in questi giorni ascoltare il telegiornale è uno strazio: stupri, furti, violenza e chi più ne ha più ne metta… Basta! Ho pensato: cacchio ci vorrebbe proprio un SuperEroe come DareDevil! Ho pensato a lui, tra tanti, perché il nostro problema non è l’extracomunitario, il ladro, lo stupido… ma l’amministrazione di una “legalità” che non è tale. In questa storia, proprio come nella realtà, il problema è la corruzione, il potere che, distorto, si infiltra a ogni livello della società (soprattutto quelli più alti e non è casuale!) e il nostro Matt Murdock non solo cerca, a suo modo, di ristabilire un’etica e una giustizia, ma cerca di ristabilire una imparzialità della giustizia, organi che compiano realmente il proprio compito e non siano al servizio dei potenti. E riflettevo che anche noi avremmo bisogno di un sistema che funzioni, non può essere che il cittadino non sia padrone in casa sua, non possa girare una donna tranquilla e che chi fa del male lo faccia con la coscienza che, tanto, non pagherà! E’ inutile portare l’attenzione al diverso come causa di ogni male, non è il musulmano, l’albanese o il rumeno il problema… ma l’assoluta incapacità di gestire le ingiustizie. Non si può fare di tutta l’erba un fascio, non si può spingere la popolazione a un razzismo frustrato (che poi spiegatemi a cosa serve se poi lo stato continua, nonostante tutto, ad accogliere persone?!) quando il problema è un altro. Tutto ciò sembra spingerci nella direzione di diventare giustizieri, dove ognuno deve arrangiarsi per salvaguardare la propria vita, ma è giusto? E’ giusto arrivare a pensare che servirebbe un giustiziere mascherato? Io credo di no, anche se è uno spaccato di vita quotidiana. 

Questo mi ha spinto a chiedermi chi sia un eroe, quali siano le sue caratteristiche.
Non è una risposta semplice. La storia ci insegna che l’uomo reagisce al fuoco col fuoco e infatti siamo stati educati con supereroi che sfruttano i loro poteri, le loro capacità contrastando il “male” col “male”, la violenza con una violenza più forte… Ma se ci voltiamo indietro a cosa ha portato tutto questo? E’ un circolo vizioso senza fine, una ruota che gira senza mai fermarsi, perché il fuoco non può spegnere il fuoco. Pensiamo anche solo alla comunicazione, quando discutiamo se alziamo la voce, l’altro la alzerà di più e così via finché non vincerà chi ha più fiato in gola, ma sarà una vittoria reale? Avremo ottenuto realmente qualcosa, o solo uno sfogo? Gli esperti di comunicazione ci insegnano, oggi, che c’è un modo diverso di approcciarsi, una comunicazione efficace che si pone su un piano differente per poter raggiungere l’obiettivo. Ma allora, se l’eroe non è quel guerriero che combatte con forza il male, chi è? 
Io credo che l’eroe sia colui che vive con consapevolezza e responsabilità. Noi siamo tutti eroi quando smettiamo di voltare lo sguardo all’esterno per volgerlo all’interno di noi stessi. Iniziare a liberarsi dall’egocentrismo capendo che siamo parte di un sistema più grande ci porta a cambiare polarizzazione. Siamo parte di una famiglia, un clan, una città, una società, un pianeta. 
Oggi si sente parlare spesso di Karma, ma il Karma è azione e come tale può essere positivo o negativo… ciò che ci viene detto è che a ogni azione corrisponde una reazione, una risposta, ovvero è un po’ come un boomerang che viene lanciato, ma poi torna indietro. E’ per questo che non si può combattere il “male” con il “male” perché tornerà indietro in un ciclo senza fine. Dobbiamo smettere di alimentare questo circolo vizioso, dobbiamo smettere di reagire e imparare ad agire. Impariamo a vivere con consapevolezza, ascoltiamo, osserviamo i nostri comportamenti così ché non siano più mossi da reazioni automatiche all’ambiente, impariamo la responsabilità che abbiamo verso noi stessi e verso la vita. Usciamo dal tunnel del menefreghismo, “non mi riguarda”, “tanto si fermerà qualcun altro”, “non ho tempo” e iniziamo  a servire la vita. Penso a Gandhi che, dicono, si opponesse alla violenza con un atteggiamento non violento. Questo è un gesto eroico, perché io non so in quanti riescano a non reagire, ma lui, in questo modo, aveva rotto la spirale. Oggi, in ambito spirituale e New Age, si parla tanto di Guerrieri della Luce e fa tanto figo! Certo ci piace sentirci guerrieri perché ci fa sentire un po’ eroi, ma non si è capito cosa significhi essere Guerrieri della Luce. Non si è soldati, militari, giustizieri che si lotta contro l’oscurità, ma ben altro. Guerrieri in questo senso significa essere persone radicate, stabili, forti, che si piegano ma non si spezzano, in sostanza consapevoli che l’oscurità è ovunque, anche dentro di noi, e non va combattuta, ma accettata. L’oscurità è come un bambino ferito, abbandonato, allontanato e più lo allontani più si caricherà di dolore esplosivo.
Imparare ad abbracciare l’oscurità, senza giustificarla ma comprendendola, è l’azione dei Guerrieri di Luce. Abbracciarla significa avvolgerla nella luce, in quella energia che noi chiamiamo amore, che è vita pura è guarigione. Essere eroi significa saper abbracciare la sofferenza in cui siamo immersi, perché è molto più facile cadere in una reazione. Riconosci la tua oscurità, abbracciala, amala e in questo modo potrai trasmutare la sua energia. Se ogni persona, nel suo piccolo, compisse questo difficile lavoro alchemico, capite che, senza grandi azioni, cambierebbe il mondo. Vi invito a lavorare su voi stessi, a conoscervi ed accettarvi, portate questo lavoro nella vostra vita quotidiana e, pian piano, diventerete esempi di un cambiamento possibile.

E’ difficile, non ve lo nego, ci sono giorni che cado e sembra impossibile rialzarsi, ma la costanza e la forza di un guerriero è qui che si manifesta… Io sono in cammino su questo sentiero, vuoi camminare con me?

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